E’ arrivata La Grand Heure di fare qualcosa

Primo Consigliere di Corte, in evidente stato di agitazione: Il popolo non ha più pane!
Maria Antonia Giuseppa Giovanna d’Asburgo-Lorena: Allora dategli delle Brioches.

Questa famosa frase deve essere rimasta impressa nella testa dei politici francesi, probabimente vedendo la fine che ha fatto quella di Maria Antonietta. Il Presidente Sarkozy, che ci tiene alla sua, di testa, piuttosto che restare ad osservare impassibile che la crisi economica corroda il benessere francese e mandi alla malora i conti pubblici, sta cercando di fare qualcosa. Di questo dobbiamo dargli atto.

Da un punto di vista militare ha già fatto parecchio. Ha attaccato unilateralmente la Libia garantendosi una posizione di leadership e di controllo nel nuovo nord Africa post-coloniale. A scapito dell’Italia, ovviamente. Una volta portata a termine la sua Campagna d’Egitto e fatto definitivamente piazza pulita dell’ingombrante relazione Italo-Libica, ha cercato di fare qualcosa anche da un punto di vista economico e finanziario. Il 14 e 15 ottobre, infatti, si sono riuniti in Francia, a Nizza, i ministri finanziari delle 20 maggiori economie del mondo, in vista del G-20 che si è tenuto il 3-4 Novembre.

L’agenda di Mossieur Sarkò era molto ambiziosa:

  • Riformare il Sistema Monetario Internazionale
  • Rafforzare la regolamentazione della Finanza Internazionale
  • Combattere la volatilità dei prezzi delle Commodity

La volontà era chiaramente quella di dimostrare ancora una volta, se ce ne fosse stato bisogno, che tra il colpevole ed umiliato mondo angolsassone ed il paralizzato e complessato mondo germanico, il modello Francese era quello da seguire.  I francesi, proprio loro, avrebbero raccolto i detriti dell’Occidente e lo avrebbero guidato, insieme alla massa di ex colonie e territori di oltre mare (cioè il resto del mondo) verso un nuovo, migliore, Ordine Economico Mondiale.

Poi probabilmente Sarkozy sarebbe stato assunto in cielo in diretta TV.

Tutto ciò non è successo, chiaramente. L’agenda del G20 è stata monopolizzata dalle questioni interne europee e da quella che può sembrare la Campagna d’Italia di Mr. Sarkò. Di grandi riforme internazionali niente, neanche l’ombra. I paesi emergenti c’erano? Bho, pare di si, come rinunciare ad una vacanza in Costa Azzurra? 

Sarkozy, indomito, per non sprecare completamente la possibilità di uscire politicamente rafforzato dal fallimentare G-20 che ha presieduto, ha pensato bene di sbeffeggiare in conferenza stampa il Presidente del Consigilo di uno Stato Membro fondatore. E non importa affatto che fosse Berlusconi. 

Ma si, ma fattela ‘sta risata. Come se potesse permetterselo. Quella risata è stata innanzi tutto una cosa irresponsabile e pericolosa perchè noi non siamo il Portogallo o la Grecia, con tutto il rispetto, ma soprattutto perchè loro non sono né la Germania né gli Stati Uniti. E i Mercati lo sanno. Il risultato più grave, comunque, è stato quello di mostrare una Comunità Europea divisa, incapace di gestire la crisi dell’ Euro. E’ stato un chiaro segno di debolezza, un evidente deficit di leadership unitaria. Se Sarkozy non è capace di essere il Leader di una Europa allo sbando, per lo meno ci risparmi i tentativi fanta Napoleonici di ridisegnare le sorti del mondo.

Ministro Francese dell’Economia: Signor presidente, il nostro Spread sale!

Presiente Sarkozy: Merd.

Advertisements

Carota e Bastonate

C’è chi dice che salvare la Grecia è una via obbligata per l’Unione Monetaria Europea. Ovvero per i Tedeschi. Perché? Perché se uscisse la Grecia uscirebbero anche Portogallo e Irlanda, forse Spagna e Italia. Questo provocherebbe grossi problemi per la Germania e la Francia (gli unici rimasti) perché l’Euro si apprezzerebbe enormemente trasformando quella che oggi sembra una stagnazione in una recessione sicura. A questo aggiungiamoci il fatto che le banche francesi e tedesche sono molto esposte verso questi paesi. Seguirebbe una ulteriore crisi del sistema bancario europeo e la famosa double dip recession sarebbe inevitabile. C’è chi dice invece, come il signor Stark (dimissionario tettesko membro del Board della BCE), che dovremmo “cacciare” i paesi non virtuosi. Eppure, secondo me, il rischio è un altro. Assumiamo che in realtà il salvataggio della Grecia sia inevitabile e che la Germania stia facendo la voce grossa solo nel tentativo (disperato) di mantenere una minaccia credibile per ottenere le riforme che pretende dalla Grecia. Il problema diventa se la società greca decide di andare a vedere il bluff: i tedeschi pagheranno comunque. Questo attuale governo ha ottenuto una fiducia risicatissima per approvare il piano di austerità imposto da FMI e Europa in cambio degli aiuti (salvataggio). Ora che la Grecia è di nuovo a secco ed ha bisogno di altri soldi dovrà far passare un’altra manovra in termini di tagli e tasse. Quanto potrà durare questo governo? Le piazza greca rischia di prendere fuoco, e l’incendio rischia di propagarsi a tutto il continente. Crediamo che questo sia sfuggito a chi, in Grecia e non, ha scelto l’opposizione frontale ed extra parlamentare? E se l’opinione pubblica cominciasse ad appoggiare l’idea di un deafult? Carota e bastone, questa è la strategia Tedesca. Il problema è che servono montagne di carote per mandare avanti la baracca e per giustificarle si deve compensare tirando bastone. Ma quante botte sarà disposta a riceve la Grecia prima di considerare il default una opzione migliore? Il pericolo, in questo caso, non è che l’Unione Monetaria Europea “cacci” la Grecia, ma piuttosto che la Grecia ci mandi a quel “Paese”. Uscire dall’Euro per la Grecia rappresenta una sconfitta forse nel lungo periodo, ma nel lungo periodo saranno tutti morti. Nel breve periodo invece la sua (nuova) moneta si deprezzerebbe immediatamente, crescerebbe l’inflazione e sarebbe più facile pagare i debiti (ristrutturati) con l’estero. Inoltre le sue merci sarebbero di nuovo competitive e il paese ricomincerebbe a crescere, paradossalmente potrebbero anche trovare più facile ripagare il debito. La Grecia farebbe una scelta: sceglierebbe di non essere più una “provincia tedesca di oltre mare”. Prenderebbe a modello o entrerebbe in competizione con il suo eterno vicino/nemico: la Turchia. Perché restare ancorati ad un gigante che cresce allo 0.2% (con una stima per la Grecia di -5%) quanto il mio vicino cresce all’ 8,2% ? Si avete letto bene. Chi me lo fa fare? Il senso di appartenenza ad una Europa unita, bianca, cristiana e democratica? No. Ragazzi guardiamoci in faccia: non hanno nemmeno l’alfabeto latino. Ho sempre guardato con sospetto, lo ammetto, il fatto che le banconote europee dovessero avere anche le scritte in alfabeto greco. Voglio dire, ma chi sono questi greci per permettersi di avere un alfabeto tutto loro? Fossero almeno in due. No, solo loro ce l’hanno. Mi ha sempre dato un sottile, quasi impercettibile fastidio. C’era qualcosa che non andava con quello strano alfabeto per noi simile ad un geroglifico: che cosa siamo una piccola nazione in via di sviluppo a cavallo tra Oriente e Occidente? Magari.